Nuova Falegnameria Mentale

29/01/2012

Breve guida alla gestione del sonno per il fancazzista moderno

Filed under: spermatozoi — smt1033 @ 2:58 am

Svegliarsi alle due della notte. Ormai anche il mio fisico si sta abituando all’idea di avere ritmi di sonno/veglia praticamente a caso.

Non ho capito bene se sto ancora smaltendo quella carica di odio/anticonformismo adolescenziale che ha dato vita a tutte le subculture giovanili sensate degli ultimi cinquant’anni esprimendo la mia “diversità” (nella stupida accezione in cui usa questo termine un adolescente) anche con gli orari del sonno, o se semplicemente ho fatto la scoperta del secolo.

No, no, cioè, binebi, veramente, è la svolta. La ricetta è semplice: si va a letto solo se si ha sonno e si limita l’uso della sveglia a eventi eccezionali quali esami, appuntamenti, festini a base di sesso, droga e rock ‘n’ roll, lauree, matrimoni, orge-fine-di-mondo et similia. Ovviamente simili eventi richiederanno un’adeguata risistemazione al volo delle tempistiche, ma scoprirete presto che è facilissimo adattare i propri orari di sonno pseudo-casuali in maniera da essere svegli e lucidi all’orario richiesto. Spesso e volentieri la dose di lucidità sarà anche maggiore di quella ottenibile alzandosi tutti i santi giorni alle 7 di mattina, festivi inclusi. Ad esempio, se avete un esame alle 9 di mattina, svegliarsi alle 4 di notte vi dà MOLTO più tempo per riprendervi dal torpore notturno.

Fra gli effetti collaterali si annoverano:

-conoscenza precisa degli orari di apertura e chiusura di posti che vendono cibo nella zona che si frequenta;

-ristabilimento dei propri contatti con la fauna notturna/diurna (a seconda che si fosse prima abituati a vivere di giorno/notte);

-spappolamento dell’ipotalamo;

-trovarsi a rispondere a tuo padre che ti chiama al telefono lasciato inavvertiamente acceso alle sei del pomeriggio, in piena fase REM;

-non avere mai tempo per fare una cazzo di lavatrice;

-mangiare indifferentemente una o cinque volte durante un ciclo di veglia;

-trovarsi a dover alternare maratone di 14 ore di studio a momenti in cui c’è necessità di cazzeggiare perché tanto per le prossime 6 ore non c’è speranza di addormentarsi.

30/10/2011

Credo

Filed under: flussi di coscienza sproloquiante, spermatozoi — smt1033 @ 5:37 am

Credo che la realtà sia il mondo fisico che ci circonda. Credo che ogni persona abbia bisogno di sentirselo dire- o di leggerlo- almeno una volta nella vita, magari quando è abbastanza giovane per pensare (peccato per quei tanti che passano direttamente dall’ingenuità infantile alla demenza senile).

Credo che non serva a un cazzo cercare le risposte se non ti è ben chiaro quali sono le domande. Credo che molta gente scelga una cosa a caso, o quasi, come risposta, e poi ci costruisca attorno la domanda, quando non lascia che siano altri ad occuparsene.

Credo nel libero insulto, nella -checché se ne dica, innocua- offesa reciproca, nella legittimità del poter criticare qualcuno anche per qualcosa che è lo stesso criticante a fare, purché ne sia consapevole e lo ammetta in primis. Credo tuttavia che non si possa chiedere a qualcuno di fare qualcosa che non si è disposti per primi a fare (eccezion fatta per talune pratiche sessuali).

Nonostante quanto detto sopra, credo che si possa ritenere una persona stupida senza che ciò presupponga un giudizio sulla propria (mancanza di?) stupidità.

Credo che le ore di latino al liceo siano una delle maniere migliori di sprecare il proprio tempo.

Credo che stare dietro ai microfoni di una radio, anche se digitale, anche se ti ascoltano in due e a condurre siete in tre, sia una di quelle cose dotate di un fascino inspiegabile. Credo che la TV non sarà mai altrettanto bella.

A dirla tutta, credo che la TV odierna sia una merda.

Credo che l’alcool sia il peggiore nemico dell’uomo. E chi fugge davanti al nemico è un vigliacco (cit.).

Credo che sentire un punkabbestia fare discorsi degni di un vecchio pensionato che gioca a tressette davanti alla sede della CGIL sia una delle cose più tristi che si possano immaginare.

Credo di aver fatto bene ad aver speso una mezz’oretta a cercare di fargli cambiare idea. Anche se magari c’aveva ragione lui.

Credo che due anni cambino le persone a volte in maniera drastica. Credo che molta gente non sia soddisfatta di come è cambiata, ma non vuole ammetterlo nemmeno di fronte a sé stessa.

Credo che regalare solo libri a un bambino di 8 anni perché “gli piace leggere” sia la maniera migliore per allontanarlo dalla lettura. Idem dicasi per le lezioni di pianoforte.

Credo che il rock ‘n’ roll non morirà mai, perché ci saranno sempre quattro figli di puttana a suonare i soliti tre accordi da qualche parte.

Credo che, nonostante il progressivo deteriorarsi del mainstream, continueranno sempre ad uscire dischi della madonna, il problema sarà solo trovarli.

Credo che il mio compagno di banco delle medie, che ha lasciato la scuola per andare a scaricare cassette al magazzino, sia il vero alternativo. Credo che se vi viene da ribattere che come lui ce ne sono tanti, vi sfugge un attimino la quantità di “alternativi” che c’è in giro.

Credo che menarla con la storia dell’essere vegani perché è un orrore lo stato in cui vengono tenuti gli animali negli allevamenti, e poi girare con in tasca un gioiello della tecnologia assemblato da poveri cristi a cui delle reti tolgono anche il sacrosanto diritto di ammazzarsi possa essere a tutti gli effetti considerato un attestato di (a scelta) imbecillità, ignoranza o ipocrisia.

Credo che, tuttavia, quella di ammazzarsi non sia un’ottima idea, proprio perché potrebbe andare molto peggio.

Credo che il sistema formativo vada riscritto da zero.

Credo che banali osservazioni sui criteri di entrata nella “friend zone” siano la vera risposta a tutte le zoccolette che si lamentano di “quanto sono stronzi gli uomini”.

Credo che il problema non siano gli incapaci che fanno casino sbattendo le mani su percussioni che non sono in grado minimamente di suonare, quanto piuttosto le, e ribadisco la connotazione femminile, imbecilli che ci “ballano” a fianco.

Credo che un pelo di fica tiri più di parecchie paia di buoi.

Credo che, se un tizio vestito di bianco è capace di manipolare le menti di milioni e milioni di persone, io posso (entro certi limiti) manipolare la mia a piacimento. Credo che questa sia un cosa fattibile da chiunque.

Credo che sia un vero peccato che la presenza di pane e di denti sia così spesso mutualmente esclusiva.

Credo che saccheggiare i supermercati non sia la soluzione, ma di sicuro neanche fare una passeggiata collettiva per Roma lo è.

Credo nel trolling come forma di convincimento subliminale, nonché come ottimo sport.

Credo nella risata come terapia.

Credo che il fatto che negli ultimi anni abbia scritto più righe su un blog che letto libri sia un ottimo motivo per chiuderla qui.

06/10/2011

Le donne fanno caso a parte

Filed under: spermatozoi — smt1033 @ 12:41 am

Alla fine pensavo che gli uomini si dividono in due categorie: quelli a cui piace pensare da esseri umani e avere alcuni comportamenti da animali, e quelli a cui piace pensare da animali e avere alcuni comportamenti da esseri umani.

 

Comunque fra meno di 24 ore, e precisamente giovedì 6 ottobre alle 23:00, in diretta su www.radiocicletta.it parte la nuova stagione di OrcoTrio. Non mancate.

15/09/2011

Nudisti suicidi

Filed under: musica, spermatozoi — smt1033 @ 3:24 pm

E insomma dopo una vita di tempo che dovevo farlo mi sono deciso a tirare giù gli accordi di Vecchio Frack e ieri sera l’ho suonata tipo tre volte.

La cosa interessante (ma anche no) è che mi è venuto uno di quei flashback allucinanti che ti portano indietro di quasi vent’anni nel cantare

e nella luce bianga
galleggiando se ne van
un cilindro
un fiore e un frack

e mi sono ricordato che quando avevo tre anni per me era palese che si era spogliato, tipo per fare un bagno.

29/07/2011

Il bongo e la poltrona: storie di ordinaria ipocrisia politica

Filed under: società — smt1033 @ 3:42 pm

http://www.pisanotizie.it/news/news_20110729_dibattito_consiglio_comunale_piazza_cavalieri.html

I miei più vivi complimenti a Filippeschi  per la nonchalance con qui inanella un autogol dopo l’altro. Del resto è comprensibile che quando i partiti sono tutti uguali un povero politico faccia confusione e scelga il primo che capita. Ma scendiamo nel dettaglio e vediamo cosa ha detto il nostro tutore del decoro in consiglio comunale; il “problema”, ovviamente, è sempre quello di piazza dei Cavalieri.

Come in ogni grosso show c’è sempre un “gruppo spalla”; e quindi, prima di gustare le deliziose contorsioni linguistico-demagogiche del Primo Cittadino, un opening act performato nientepopodimenoche dal capogruppo del Pdl Giovanni Grazella:

 A porre il problema presentando l’argomento è il Pdl per bocca del suo capogruppo Giovanni Grazella, che ribadisce “le gravi situazioni di illegalità” che si vivono nella Piazza , “una piazza che deve essere vissuta, ma non può essere un luogo di spettacoli fino alle tre del mattino e di vendita irregolare di alcolici, fino a ridurla poi ad un cestino”.

Gran bella performance, non c’è che dire, questo grande artista riesce in poco più di trenta parole a concentrare il meglio della “politica” italiana: ignoranza circa l’argomento di cui si discute (in piazza dei Cavalieri nessuno vende alcolici, sempre che offire un bicchiere ad un amico non sia considerata vendita) corroborata da una ferma presa di posizione che sembri invece lasciar intendere di essersi documentati ampiamente prima di aprire bocca, e ciliegina sulla torta l’ipocrisia di fondo di spostare il problema sui rifiuti. I meno attenti potranno obiettare che quello dei rifiuti è un problema serio, ma come i più svegli già sanno lo scenario che si presenta la mattina in piazza dei cavalieri è del tutto analogo a quello che si ha sui lungarni, in piazza Garibaldi e in piazza della Berlina, con la differenza che in piazza dei Cavalieri mancano, oltre ai cestini (piaga diffusa in qualunque posto di aggregazione giovanile a Pisa), anche i locali; quindi il vero messaggio politico è: “non ci va bene che vi beviate con calma una bottiglia di sambuca pagata 10 euro al supermercato fino alle 5 di mattina quando potete consumare in fretta un bicchiere della stessa sambuca pagato 5 euro prima che arrivino le 2 al tavolino di un locale”. Questo senza parlare ovviamente del fatto che in ogni caso gli spazzini (se siete di quelli che pensano che chiamarli “spazzini” sia offensivo, dopo aver riflettuto su quanto ipocrita sia cambiare il nome alle cose semplicemente per non far capire di cosa si sta parlando, chiamateli pure “operatori ecologici”) fanno un lavoro egregio in Cavalieri come sui Lungarni e alle 9 di mattina (giusto per stare larghi coi tempi) non c’è più l’ombra di un bicchiere. E senza nemmeno citare il delirio di spazzatura che c’era durante la festa patronale, ma quello andava bene perché porta soldi, e perché le foto di una piazza piena di spazzatura autorizzata sono indistinguibili da quelle di una piazza piena di spazzatura di giovani criminali che non vogliono chiudersi nei locali e come tali possono essere spacciate sui giornali (sì, è realmente successo). E a confermare che il vero problema è proprio il basso costo del divertimento in Cavalieri interviene prontamente il nostro tutore del decoro; rullo di tamburi, sta per salire sul palco Marco Filippeschi:

“Anche in piazza delle Vettovaglie e in piazza Sant’Omobono abbiamo delle lamentele – specifica il primo cittadino – ma lì esistono delle regolari attività commerciali, in Piazza dei Cavalieri si svolgono solo attività irregolari, i cittadini mi inviano i file dei concerti che si svolgono: volete che ve li faccia ascoltare”. E qui Filippeschi raccoglie l’unanime applauso del gruppo del Pdl.

Quod erat demostrandum. Finché il casino viene fatto da gente che spende va tutto bene. Se poi il consiglio comunale vuole sentire i concerti che si svolgono in Cavalieri possono pure alzare il culo e venirseli a sentire o farmi un colpo di telefono, purché con sufficiente anticipo, magari ho il tempo di prepararmi “faccetta nera” (mi piace far divertire il mio pubblico alle volte).

“Io sono disponibile a discutere con tutti – conclude il sindaco – per trovare un equilibrio ma l’equilibrio si fonda sulle regole vigenti, e non su regole virtuali che superano quelle che esistono e sono codificate. “

La folla è in delirio. Pochi sanno mischiare così sapientemente autismo, immobilismo, cecità e ipocrisia. Infatti solo un autistico (per carità eh, a me gli autistici stanno un sacco simpatici) cieco e ipocrita con tanta nostalgia della monarchia non riuscirebbe a capire che le regole sono figlie della società che le produce e sono create e utilizzate da essa per -appunto- regolare la vita civile. Quando la società cambia, si cambiano le regole, perché se quelle vecchie non funzionano significa che è giunto il momento di aggiornarle. Questo ovviamente dando per scontato che si voglia veramente migliorare la qualità della vita dei cittadini e non solo fare teatrino per racimolare voti.

“Noi abbiamo fatto investimenti sugli spazi sociali dalla Leopolda ad oggi per 25 milioni di euro: siamo una città che investe sui giovani, ma non tolleriamo comportamenti che collidono con la convivenza civile”.

Il Nostro è particolarmente in vena e trova anche lo spazio per un autocritica (o autogol che dir si voglia). Ai più svegli non sarà infatti sfuggito che l’amministrazione è riuscita a spendere 25 milioni di euro (25 milioni, poco meno di 50 miliardi di lire, non so se vi siete resi conto di quale cifra si stia parlando), e ribadisco anche fuori dalle parentesi per quelli che le saltano a piè pari  25 MILIONI DI EURO, senza risolvere il problema dell’aggregazione giovanile, in particolare ricordiamo che a Pisa non c’è l’ombra di un bagno pubblico e che con 25 MILIONI DI EURO si insonorizzano metri cubi su metri cubi di sale prove, mentre qui non si riesce a far dormire una decina di famiglie per il rumore. Non so come la pensiate voi, ma un politico che riesca a spendere 25 MILIONI DI EURO senza risolvere un bel niente è da mandare a casa, punto e basta.

Il resto è teatrino dei voti, e sinceramente non mi interessa. Mi interessa poter avere un posto dove passare le notti a suonare senza che questo rubi il sonno a delle persone. Problema facilmente risolvibile (ricordo a tutti l’esistenza del Parco della Cittadella e dei più svariati metodi di insonorizzazione), a patto di volerlo risolvere, specie se a dover dormire sono una decina di famiglie e non un intero quartiere. Conciliare le esigenze dei cittadini dovrebbe essere compito del sindaco. Filippeschi ha la soluzione a portata di mano e -non so se con secondi fini o per semplice incompetenza- si ostina a non risolvere niente ma a fare prese di posizione tanto futili quanto stupide (chiudere piazza del Cavalieri significherebbe semplicemente spostare il problema in un posto dove abita ancora più gente, e quindi peggiorarlo). Non fosse diventato un cliché direi che farebbe bene a dimettersi, fatto sta che io con 25 MILIONI DI EURO a disposizione il problema l’avrei già bell’e risolto.

19/07/2011

Pisa, Geometria, Luglio (ovvero: spocchia gratis per tutti)

Filed under: spermatozoi — smt1033 @ 5:00 am

Quasi tutte le persone (te incluso, appena avrai finito di leggere questo post, se non prima) che sentono uno studente di matematica fare paragoni tra il suo corso di laurea e praticamente qualunque altro (migliori obbiettivi: lettere, filosofia, ingegneria, biologia), finiscono per pensare inevitabilmente che i matematici sono una massa di spocchiosi e saccenti nerd a cui piace un sacco tirarsela.

Questo è dovuto essenzialmente a n (nℕ, sono troppo pigro per contarle) ragioni:

-Non sanno usare i quantificatori (“dei fan degli Slayer hanno ammazzato della gente in un rito satanico!” “te l’avevo detto che i metallari sono satanisti!”);

-Non hanno mai dato un esame a matematica (ovviamente mi riferisco a esami del corso di laurea in matematica, i vari corsi per medicina, biologia ecc. non fanno testo);

-Non sanno che preparare un esame a matematica assomiglia più a una scazzottata che a una lettura in pantofole davanti al caminetto;

Ma per venire incontro ai letterati che non hanno capito bene la storia dei quantificatori (e non sanno cos’è un quantificatore) userò uno di quei begl’esempi (l’arcaismo è sempre per venire incontro a te hipster checca/puttanella snob) che in realtà non vogliono dire un cazzo ma suonano bene e ti illudono di aver capito il concetto che tanto piacciono a voi futuri disoccupati: se un matematico assiste alla discussione di una tesi in lettere, perlomeno capisce di cosa si sta parlando.

Se la frase precedente vi sembra troppo arrogante/autocelebrativa/autocompiacente/ACI/ANAS/AISCAT/Autostrade per l’Italia/e con la partecipazione dell’AGIP, sostituite “un matematico” con “l’uomo della strada”, o “un borghese di media estrazione sociale non affetto da deficit cognitivi”.

Se a questo punto non mi avete mandato affanculo pensando che i matematici non scopano e/o giurando di non darla mai a un matematico (nel caso possediate una vulva), potete pure continuare a leggere.

Madre natura è una puttana, l’umanità è composta per la stragrande maggioranza di teste di cazzo. In ZFC invece, nonostante la C, le cose sembrerebbero funzionare. Motivo per cui un matematico preferisce prendere il porno per le sue pippe mentali da quest’ultimo luogo. La matematica è masturbazione cerebrale, e se hai culo trovi pure qualcuno che ti compra lo sperma. La differenza sostanziale con un filosofo o un letterato (a parte la probabilità di finire disoccupato) è che mentre un letterato può prendersi il lusso di eiaculare i suoi pensieri in un kleenex rilegato e venderlo senza troppi problemi, un matematico deve filmare da diverse angolazioni tutto il processo masturbatorio in maniera che chiunque, a patto di studiarsi abbastanza bene il filmato, sia in grado di eiaculare esattamente nella stessa maniera.

Se a questo punto non vi è chiaro perché a certi asociali che in birreria chiacchierano di omeomorfismi scappa un sorrisetto quando vedono gente studiare su libri non scritti in TeX, magari a colori e coi disegnini, mi dispiace per voi ma tutto quello che posso fare è lasciarvi credere che i matematici sono una massa di spocchiosi e saccenti nerd, invitarvi a imparare a usare sti cazzo di quantificatori, e andarmi a fare una sega molto poco mentale.

05/07/2011

Trenitalia merda

Filed under: società, spermatozoi — smt1033 @ 7:10 am

Non mi metterò a parlare dei disordini in Val di Susa, ma mi limito a dire che prima di bucare le montagne assicuriamoci che i nostri cazzo di treni non debbano restare fermi mezz’ora per un temporale del cazzo (per non parlare di cosa non succede quando nevica). Trenitalia merda.

17/06/2011

Ha detto il sindaco che potete sporcare

Filed under: cultura?, musica, società — smt1033 @ 5:11 pm

Però mettetevi il maglioncino di lana. E non sudate.

I miei vivissimi complimenti all’amministrazione pisana per l’immane ipocrisia con cui si condanna lo sporco, i rumori e la puzza di piscio 364 giorni l’anno (365 nei bisestili), ma se è la festa della luminara fa niente, si può benissimo riempire Piazza dei Cavalieri (e tutto il resto del centro storico) di monnezza, e la prevista mega-affluenza di gente non è certo un motivo per disseminare bidoni della spazzatura e cessi chimici ovunque. No, no, veramente, bravi!

Per non parlare della tristezza infinita nel vedere una piazza dove di solito si suona piena di idioti con gli occhiali blu lampeggianti a ballare dance anni ’90 sotto uno striscione che rivendica l’appartenenza della piazza agli studenti.

Non avete capito un cazzo.

Piazza dei Cavalieri ieri non era Piazza dei Cavalieri. Era l’appendice di uno, o forse più locali autorizzati per una sera a stare aperti fino a tardi.

Rivoglio la pizzica, i canti popolari e il mio fottuto rock ‘n’ roll.

06/06/2011

Lettera aperta al sindaco di Pisa Marco Filippeschi

Filed under: cultura?, musica, società — smt1033 @ 2:33 pm

Caro Marco,

ho letto la lettera aperta che hai scritto alla città di Pisa in merito a quello che ogni fine settimana accade in Piazza dei Cavalieri, e vorrei invitarti a ragionare su alcune cose.

Come avrai notato non ti sto dando del lei: il “lei” si usa per le questioni formali, e quello di cui ti voglio parlare è un problema reale, quindi preferisco essere più diretto. Detto ciò vengo subito al dunque:

 

-Nella tua lettera dici che “Chiesa e Piazza sono un bene prezioso della città, [...] e meritano rispetto e non disprezzo”. Fermo restando che sono contrario a certi atti, se non altro per rispetto non nei confronti della Chiesa (sono ateo), ma di chi si è spaccato la schiena a trasportare certi marmi, ci devi -e il “noi” sottinteso è riferito a noi che viviamo Piazza dei Cavalieri la sera- delle spiegazioni. Se la piazza merita rispetto, se puzza di piscio (mi prendo la libertà di usare un termine “forte” come “piscio” e non “urina”, per lo stesso motivo per cui ti sto dando del tu) e spazzatura ovunque sono un problema reale, allora perché in tutta la piazza ci sono quattro o cinque cestini e nemmeno un bagno chimico? Vivo la piazza ogni fine settimana, e ti posso assicurare che quando me ne vado raccolgo le bottiglie e i bicchieri che io e i miei amici abbiamo svuotato durante la serata e li vado a buttare. Accanto al cestino, perché il cestino è pieno. Non mi è sfuggito che la piazza è piena di telecamere. Dato il prezzo di una telecamera, non se ne poteva comprare una in meno e qualche decina di cestini e bagni chimici in più?

 

-Nella tua lettera parli di “degrado”. Tralasciando il fatto che da quello che tu chiami “degrado” è nata buona parte di quella che ci sentiamo tanto importanti a chiamare “cultura” – penso a Baudelaire, a molti poeti minori anche e sopratutto toscani, a De André, a tutta la musica nata per le strade- io in Piazza dei Cavalieri non ho mai visto una rissa o una bottiglia rompersi per qualcosa di diverso dalla distrazione. Ho visto gente giocare a scacchi, suonare, ballare, esibirsi in spettacoli di giocoleria. Se la tua idea di “vivibilità” è una piazza deserta, con al più qualche sparuto gruppetto di gente che chiacchiera, beh hai uno strano concetto di “vita”. Del resto penso che anche tu preferisca vedere un chitarrista piuttosto che un eroinomane.

 

-Se per un motivo qualsiasi non potessimo più passare le serate in Piazza dei Cavalieri, probabilmente quello che oggi accade lì accadrebbe in forme minori ma più frammentate in tutto il centro storico, cosa dannosa sia per la socialità, sia per il “decoro urbano”, o come preferisci chiamarlo, se non per la schiena degli operatori ecologici che si troverebbero a fare un lavoro molto più difficile il sabato e la domenica mattina.

 

-Poche settimane fa è stato chiuso Palazzo Mastiani. Non entro nel merito della questione, né voglio entrare nel merito della questione Rebeldia, ma non pensi sia molto, molto ipocrita chiudere degli spazi autogestiti dove -tra le altre cose- potersi svagare di notte, e poi lamentarsi delle piazze piene?

 

-Parliamoci chiaro: un terzo, forse di più, dell’economia di questa città gira sugli studenti. I locali chiudono alle due, e anche se rimanessero aperti a oltranza io personalmente non avrei né la voglia né la possibilità economica di rimanere tutta la notte al chiuso a pagare 5 euro per un bicchiere di liquore. Nella tua lettera, la parola “studenti” non compare neanche una volta. Non pensi sia il caso di tenerci in considerazione, visti i soldi che facciamo girare in questa città e visto che nella piazza in questione la sera ci sono principalmente studenti? Non pensi che dopo una giornata di studio è sacrosanto doversi decomprimere e che una città che ospita migliaia di studenti è normale che sia “invasa” dagli stessi di notte?

 

Dato che non mi è mai piaciuto chi critica qualcosa senza presentare una soluzione alternativa, ti saluto dicendoti come la vedo io: un pavimento nuovo serve solo a essere calpestato, dei cestini, dei bagni chimici e dei vetri fonoassorbenti servono a migliorare la vita di tutti. E costano anche meno.

 

Uno studente

 

17/04/2011

30 ottimi motivi per diventare un barbone girovago

Filed under: società, spermatozoi — smt1033 @ 2:01 pm

Non avere libri accatastati.

Non avere mobili.

Non avere bomboniere.

Non avere nulla da spolverare.

Non dover pulire il bagno.

Non avere bollette da pagare.

Non dover avere a che fare con coinquilini scassacazzo.

Non dover sentire la voce dei testimoni di geova al citofono.

Non dover sentire la voce dei comunisti di geova al citofono.

Non dover sentire la voce dei venditori porta a porta al citofono.

Non avere un citofono.

Conoscere un sacco di posti nuovi.

Conoscere un sacco di gente nuova.

La polizia ti guarda storto anche se non hai fatto niente.

Non ti devi preoccupare di svegliarti in tempo la mattina dopo.

Non ti devi preoccupare di svegliarti la mattina dopo.

Non ti devi preoccupare di svegliarti.

Puoi sempre renderti irreperibile.

Nessuno ti farà mai notare che non ti lavi da secoli.

Nessuna bandiera del cazzo ti rappresenta.

Impari un sacco di lingue.

Hai un sacco di storie da raccontare.

Se sei vecchio non sei vecchio, hai solo un’aria vissuta.

I perbenisti del cazzo ti guardano storto anche se hai una cultura molto più vasta della loro.

I perbenisti del cazzo conoscono una definizione sbagliata di cultura.

Se ti rompi il cazzo te ne vai.

Non bloccherai il traffico con un funerale una volta morto.

L’assenza di una bara ti renderà humus molto più velocemente.

Probabilmente diventi un figo della madonna.

Qualcuno scrive dei post su di te.

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