Credo che la realtà sia il mondo fisico che ci circonda. Credo che ogni persona abbia bisogno di sentirselo dire- o di leggerlo- almeno una volta nella vita, magari quando è abbastanza giovane per pensare (peccato per quei tanti che passano direttamente dall’ingenuità infantile alla demenza senile).
Credo che non serva a un cazzo cercare le risposte se non ti è ben chiaro quali sono le domande. Credo che molta gente scelga una cosa a caso, o quasi, come risposta, e poi ci costruisca attorno la domanda, quando non lascia che siano altri ad occuparsene.
Credo nel libero insulto, nella -checché se ne dica, innocua- offesa reciproca, nella legittimità del poter criticare qualcuno anche per qualcosa che è lo stesso criticante a fare, purché ne sia consapevole e lo ammetta in primis. Credo tuttavia che non si possa chiedere a qualcuno di fare qualcosa che non si è disposti per primi a fare (eccezion fatta per talune pratiche sessuali).
Nonostante quanto detto sopra, credo che si possa ritenere una persona stupida senza che ciò presupponga un giudizio sulla propria (mancanza di?) stupidità.
Credo che le ore di latino al liceo siano una delle maniere migliori di sprecare il proprio tempo.
Credo che stare dietro ai microfoni di una radio, anche se digitale, anche se ti ascoltano in due e a condurre siete in tre, sia una di quelle cose dotate di un fascino inspiegabile. Credo che la TV non sarà mai altrettanto bella.
A dirla tutta, credo che la TV odierna sia una merda.
Credo che l’alcool sia il peggiore nemico dell’uomo. E chi fugge davanti al nemico è un vigliacco (cit.).
Credo che sentire un punkabbestia fare discorsi degni di un vecchio pensionato che gioca a tressette davanti alla sede della CGIL sia una delle cose più tristi che si possano immaginare.
Credo di aver fatto bene ad aver speso una mezz’oretta a cercare di fargli cambiare idea. Anche se magari c’aveva ragione lui.
Credo che due anni cambino le persone a volte in maniera drastica. Credo che molta gente non sia soddisfatta di come è cambiata, ma non vuole ammetterlo nemmeno di fronte a sé stessa.
Credo che regalare solo libri a un bambino di 8 anni perché “gli piace leggere” sia la maniera migliore per allontanarlo dalla lettura. Idem dicasi per le lezioni di pianoforte.
Credo che il rock ‘n’ roll non morirà mai, perché ci saranno sempre quattro figli di puttana a suonare i soliti tre accordi da qualche parte.
Credo che, nonostante il progressivo deteriorarsi del mainstream, continueranno sempre ad uscire dischi della madonna, il problema sarà solo trovarli.
Credo che il mio compagno di banco delle medie, che ha lasciato la scuola per andare a scaricare cassette al magazzino, sia il vero alternativo. Credo che se vi viene da ribattere che come lui ce ne sono tanti, vi sfugge un attimino la quantità di “alternativi” che c’è in giro.
Credo che menarla con la storia dell’essere vegani perché è un orrore lo stato in cui vengono tenuti gli animali negli allevamenti, e poi girare con in tasca un gioiello della tecnologia assemblato da poveri cristi a cui delle reti tolgono anche il sacrosanto diritto di ammazzarsi possa essere a tutti gli effetti considerato un attestato di (a scelta) imbecillità, ignoranza o ipocrisia.
Credo che, tuttavia, quella di ammazzarsi non sia un’ottima idea, proprio perché potrebbe andare molto peggio.
Credo che il sistema formativo vada riscritto da zero.
Credo che banali osservazioni sui criteri di entrata nella “friend zone” siano la vera risposta a tutte le zoccolette che si lamentano di “quanto sono stronzi gli uomini”.
Credo che il problema non siano gli incapaci che fanno casino sbattendo le mani su percussioni che non sono in grado minimamente di suonare, quanto piuttosto le, e ribadisco la connotazione femminile, imbecilli che ci “ballano” a fianco.
Credo che un pelo di fica tiri più di parecchie paia di buoi.
Credo che, se un tizio vestito di bianco è capace di manipolare le menti di milioni e milioni di persone, io posso (entro certi limiti) manipolare la mia a piacimento. Credo che questa sia un cosa fattibile da chiunque.
Credo che sia un vero peccato che la presenza di pane e di denti sia così spesso mutualmente esclusiva.
Credo che saccheggiare i supermercati non sia la soluzione, ma di sicuro neanche fare una passeggiata collettiva per Roma lo è.
Credo nel trolling come forma di convincimento subliminale, nonché come ottimo sport.
Credo nella risata come terapia.
Credo che il fatto che negli ultimi anni abbia scritto più righe su un blog che letto libri sia un ottimo motivo per chiuderla qui.