Nuova Falegnameria Mentale

29/07/2011

Il bongo e la poltrona: storie di ordinaria ipocrisia politica

Filed under: società — smt1033 @ 3:42 pm

http://www.pisanotizie.it/news/news_20110729_dibattito_consiglio_comunale_piazza_cavalieri.html

I miei più vivi complimenti a Filippeschi  per la nonchalance con qui inanella un autogol dopo l’altro. Del resto è comprensibile che quando i partiti sono tutti uguali un povero politico faccia confusione e scelga il primo che capita. Ma scendiamo nel dettaglio e vediamo cosa ha detto il nostro tutore del decoro in consiglio comunale; il “problema”, ovviamente, è sempre quello di piazza dei Cavalieri.

Come in ogni grosso show c’è sempre un “gruppo spalla”; e quindi, prima di gustare le deliziose contorsioni linguistico-demagogiche del Primo Cittadino, un opening act performato nientepopodimenoche dal capogruppo del Pdl Giovanni Grazella:

 A porre il problema presentando l’argomento è il Pdl per bocca del suo capogruppo Giovanni Grazella, che ribadisce “le gravi situazioni di illegalità” che si vivono nella Piazza , “una piazza che deve essere vissuta, ma non può essere un luogo di spettacoli fino alle tre del mattino e di vendita irregolare di alcolici, fino a ridurla poi ad un cestino”.

Gran bella performance, non c’è che dire, questo grande artista riesce in poco più di trenta parole a concentrare il meglio della “politica” italiana: ignoranza circa l’argomento di cui si discute (in piazza dei Cavalieri nessuno vende alcolici, sempre che offire un bicchiere ad un amico non sia considerata vendita) corroborata da una ferma presa di posizione che sembri invece lasciar intendere di essersi documentati ampiamente prima di aprire bocca, e ciliegina sulla torta l’ipocrisia di fondo di spostare il problema sui rifiuti. I meno attenti potranno obiettare che quello dei rifiuti è un problema serio, ma come i più svegli già sanno lo scenario che si presenta la mattina in piazza dei cavalieri è del tutto analogo a quello che si ha sui lungarni, in piazza Garibaldi e in piazza della Berlina, con la differenza che in piazza dei Cavalieri mancano, oltre ai cestini (piaga diffusa in qualunque posto di aggregazione giovanile a Pisa), anche i locali; quindi il vero messaggio politico è: “non ci va bene che vi beviate con calma una bottiglia di sambuca pagata 10 euro al supermercato fino alle 5 di mattina quando potete consumare in fretta un bicchiere della stessa sambuca pagato 5 euro prima che arrivino le 2 al tavolino di un locale”. Questo senza parlare ovviamente del fatto che in ogni caso gli spazzini (se siete di quelli che pensano che chiamarli “spazzini” sia offensivo, dopo aver riflettuto su quanto ipocrita sia cambiare il nome alle cose semplicemente per non far capire di cosa si sta parlando, chiamateli pure “operatori ecologici”) fanno un lavoro egregio in Cavalieri come sui Lungarni e alle 9 di mattina (giusto per stare larghi coi tempi) non c’è più l’ombra di un bicchiere. E senza nemmeno citare il delirio di spazzatura che c’era durante la festa patronale, ma quello andava bene perché porta soldi, e perché le foto di una piazza piena di spazzatura autorizzata sono indistinguibili da quelle di una piazza piena di spazzatura di giovani criminali che non vogliono chiudersi nei locali e come tali possono essere spacciate sui giornali (sì, è realmente successo). E a confermare che il vero problema è proprio il basso costo del divertimento in Cavalieri interviene prontamente il nostro tutore del decoro; rullo di tamburi, sta per salire sul palco Marco Filippeschi:

“Anche in piazza delle Vettovaglie e in piazza Sant’Omobono abbiamo delle lamentele – specifica il primo cittadino – ma lì esistono delle regolari attività commerciali, in Piazza dei Cavalieri si svolgono solo attività irregolari, i cittadini mi inviano i file dei concerti che si svolgono: volete che ve li faccia ascoltare”. E qui Filippeschi raccoglie l’unanime applauso del gruppo del Pdl.

Quod erat demostrandum. Finché il casino viene fatto da gente che spende va tutto bene. Se poi il consiglio comunale vuole sentire i concerti che si svolgono in Cavalieri possono pure alzare il culo e venirseli a sentire o farmi un colpo di telefono, purché con sufficiente anticipo, magari ho il tempo di prepararmi “faccetta nera” (mi piace far divertire il mio pubblico alle volte).

“Io sono disponibile a discutere con tutti – conclude il sindaco – per trovare un equilibrio ma l’equilibrio si fonda sulle regole vigenti, e non su regole virtuali che superano quelle che esistono e sono codificate. “

La folla è in delirio. Pochi sanno mischiare così sapientemente autismo, immobilismo, cecità e ipocrisia. Infatti solo un autistico (per carità eh, a me gli autistici stanno un sacco simpatici) cieco e ipocrita con tanta nostalgia della monarchia non riuscirebbe a capire che le regole sono figlie della società che le produce e sono create e utilizzate da essa per -appunto- regolare la vita civile. Quando la società cambia, si cambiano le regole, perché se quelle vecchie non funzionano significa che è giunto il momento di aggiornarle. Questo ovviamente dando per scontato che si voglia veramente migliorare la qualità della vita dei cittadini e non solo fare teatrino per racimolare voti.

“Noi abbiamo fatto investimenti sugli spazi sociali dalla Leopolda ad oggi per 25 milioni di euro: siamo una città che investe sui giovani, ma non tolleriamo comportamenti che collidono con la convivenza civile”.

Il Nostro è particolarmente in vena e trova anche lo spazio per un autocritica (o autogol che dir si voglia). Ai più svegli non sarà infatti sfuggito che l’amministrazione è riuscita a spendere 25 milioni di euro (25 milioni, poco meno di 50 miliardi di lire, non so se vi siete resi conto di quale cifra si stia parlando), e ribadisco anche fuori dalle parentesi per quelli che le saltano a piè pari  25 MILIONI DI EURO, senza risolvere il problema dell’aggregazione giovanile, in particolare ricordiamo che a Pisa non c’è l’ombra di un bagno pubblico e che con 25 MILIONI DI EURO si insonorizzano metri cubi su metri cubi di sale prove, mentre qui non si riesce a far dormire una decina di famiglie per il rumore. Non so come la pensiate voi, ma un politico che riesca a spendere 25 MILIONI DI EURO senza risolvere un bel niente è da mandare a casa, punto e basta.

Il resto è teatrino dei voti, e sinceramente non mi interessa. Mi interessa poter avere un posto dove passare le notti a suonare senza che questo rubi il sonno a delle persone. Problema facilmente risolvibile (ricordo a tutti l’esistenza del Parco della Cittadella e dei più svariati metodi di insonorizzazione), a patto di volerlo risolvere, specie se a dover dormire sono una decina di famiglie e non un intero quartiere. Conciliare le esigenze dei cittadini dovrebbe essere compito del sindaco. Filippeschi ha la soluzione a portata di mano e -non so se con secondi fini o per semplice incompetenza- si ostina a non risolvere niente ma a fare prese di posizione tanto futili quanto stupide (chiudere piazza del Cavalieri significherebbe semplicemente spostare il problema in un posto dove abita ancora più gente, e quindi peggiorarlo). Non fosse diventato un cliché direi che farebbe bene a dimettersi, fatto sta che io con 25 MILIONI DI EURO a disposizione il problema l’avrei già bell’e risolto.

2 commenti »

  1. per come la vedo io sta usando metodi leghisti per accaparrarsi le simpatie degli aventi diritto al voto, solo che anziché prendere, come categoria di migrante, il musulmano o il negro ha preferito lo studente.
    Fa esattamente come la lega, non vuole risolvere il problema ma esasperando facendo finta di averlo combattuto da solo.

    Commento di scienzedellevanghe — 29/07/2011 @ 4:16 pm

  2. Curioso notare che è il solito discorso trito e ritrito che potrebbe benissimo esser fatto dal sindaco di Castrolibero per la piazza del paese (Castrolibero ha solo una piazza e non ci sta un’anima viva, ndr). E il discorso, celato, non muta: se suoni per far spendere n euri a notte in un locale al turista tedesco/ giapponese/ americano di turno allora va bene, rose e violini, caramelle alla panna. Se invece sei un povero coglione che dopo settimane di studio ha voglia di ritrovarsi con gli amici in luoghi della città, “una serata fra amici, una chitarra e uno spinello”, allora devi essere il reietto sociale in cerca di droga che non ha un futuro. Quando venni a Pisa tre anni fa pensavo che la situazione era diversa, ma non è tanto diversa da quella che ho riscontrato a Cosenza in questi pochi giorni dal mio ritorno: se i Marlene Kuntz vogliono suonare fino alle due di notte va bene, tanto portano soldi; se te vuoi suonare quattro pezzi con la tua chitarra sfasciata non puoi perché rechi disturbo, ma puoi andare alla città vecchia a ballare con i dj che stanno fino alle sei di mattina. E’ sempre questione di figa o di soldi. Che amarezza.

    P.S.: In piazza Valdesi, durante il concerto dei Marlene, c’erano più cestini della spazzatura che persone. E i locali sono rimasti aperti anche dopo le due. Poi mi parlano di Sud incivile.

    P.P.S.: C’era anche Denny Méndez, una figa da paura (Un link: http://it.wikipedia.org/wiki/Denny_M%C3%A9ndez).

    Commento di HerrStein — 29/07/2011 @ 6:51 pm


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